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Visualizzazione dei post con l'etichetta storie pensieri e poesie

Da oggi, da ora in poi...

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Da oggi, da ora in poi non tradirò più i miei profondi desideri; ascolterò la mia sete e la mia fame, e, se ci sarà da non dormire, non dormirò. Più forte dei ricordi, dei sogni dimenticati, ci sarà il futuro, e, più forte del futuro, sarà il presente. Presente ad occhi aperti, e, più forte dei luoghi pieni di cicatrici, ci saranno nuovi porti. Le cantilene nostalgiche e perse in giorni irraggiungibili saranno sostituite da una nuova musica. Da oggi non ci sarà più spazio per gli oggetti di polvere, ma ci si dovrà sforzare per i sorrisi, per notti di chiasso e giorni di sole; la nuova polvere, sarà sabbia, la nuova musica, la voce del mare. Non più occhi distratti, propri o altrui, non più stanchezza; si vivrà in piedi e si morirà ancora tanto vivi. Come uno smemorato, dimenticherò quasi tutto il passato, e farò spazio e spigoli per la rotondità dei sorrisi.   

E ritornare in un luogo...

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E ritornare in un luogo carico di nostalgia, dove in tempi lontani sognavi altri luoghi, dove fuggire, dove poter cercare; e ritrovare voci di amici, perduti, cresciuti, con i quali, con il sale sulla pelle e la voce cantante del mare, calpestavi la sabbia rovente, accarezzando per la prima volta il mondo.    

Libertà

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  Libertà, come una spiaggia di sole e di vento, come la voce del mare, come una bella ragazza formosa che all’improvviso ti sorride con gli occhi su una calda strada di quasi estate, come qualcosa che non cercavi più e che si fa trovare; Libertà senza desideri, come un dono della vita che ti ringrazia perché la stai vivendo; Libertà senza pensieri che vanno oltre il suono dei tuoi passi che stai udendo, senza più ieri né domani, come soltanto presente e respiro infinito; senza oggetti, senza soldi, senza povertà, senza altruismo, senza più persone piccole, tribunali, guerre, per un po’, senza voce né parole, Libertà come musica; senza più timidezze né paure, Libertà come stringere quello che si ama veramente, come il primo coraggio dei primi baci, come quella prima felicità, come qualcosa che avevi dimenticato, come sorriso, come amore, come Libertà.

La vita è una cosa meravigliosa

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  La vita non è come quei film in cui tutto va come dovrebbe andare, ci sono tante, troppe parole che resteranno in gola e occhi che non s’incontreranno, frasi d’amore che si faranno vento, scarpe brutte e comode per calpestare il lungo cammino verso attimi di felicità; luci nella notte e musica inattesa, un ritmo instabile da ricercare ogni giorno, ogn’istante; casi, coincidenze, un sorriso e quasi magia. Per la vita, sempre, ci vogliono occhi aperti, mani ferme e passo leggero. La vita non è come quei film, ma con tutte le sue curve e i suoi misteri e, dopo ogni istante, già con il piede nel sole accecante e nella imperscrutabile oscurità dell’istante successivo, come una terra che non ha mappe né confini, come una brutta canzone stonata, come la canzone più bella che c’è, la vita è una cosa crudele, la vita è una cosa meravigliosa.

Interruzioni

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  Vite sospese nel tempo, frasi finite con la virgola. Quanto strazio, quanto dolore a ripensarci. All’improvviso, attimi rapiti e cuore che batte per degli sconosciuti. La vera morte è nella vita sprecata.

Ognuno porta il suo onore nel cuore e il suo fardello sulle spalle...

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Ognuno porta il suo onore nel cuore e il suo fardello sulle spalle. Talvolta, quando sei colpito, quando ti senti solo, il cuore si svuota e il peso sulle spalle raddoppia, rubandoti la forza, la strada e i passi. Ma l’importante è non far spegnere mai la fiamma, perché sarà lei a bruciare la legna secca, a fare del tuo bagaglio onda leggera di vita e di presente. A cosa può mai servire l’invidia, l’odio o l’ammirazione senza essersi mai scambiati gli abiti, i giorni, le notti e i sogni? Forse quello che resta, quello che gli altri, il tempo e la vita possono davvero insegnarci  sono soltanto la conquista della leggerezza, il calore e il suono dei passi che, senza più pensieri, costruiscono la via.  

Credo...

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  Credo che dovremmo sempre ricordarci che siamo soltanto mammiferi e che lo status di umanità dobbiamo conquistarcelo ogni giorno. Credo che dovremmo ringraziare ogni notte e ogni alba che ci viene donata e dimenticare la parola abitudine, che dovremmo abbracciare e tenerci stretti gli amici e vivere appieno, senza riflettere, la magia degli incontri, amare una luce che infrange l’oscurità, la musica e la voce delle persone e la magia di un locale che illumina la notte, il rumore di un auto che ci sta portando verso un sogno, l’estate col suo caldo e il freddo dell’inverno, un cuore che improvvisamente riprende a battere, un cuore che batte ancora dopo uno sguardo, due occhi e un sorriso, credo che bisognerebbe dimenticare le parole vecchiaia e maturità e ammirare la saggezza dei bambini, rinnegare la sicurezza degli oggetti, conquistarsi sempre la libertà della valigia più leggera, ringraziare il misterioso dono di ogni curva, prendere a calci ne...

Come pura realizzazione di un istante

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  Ascolto, guardo le onde del mare con il loro ritmo implacabile e innamorato, come gli innamorati di occhi lontani spiano all’unisono la luna come surrogato di sguardi reali. Desidero anch’io di sponde lontane che ora, proprio ora, questo mare sta accarezzando. E capisco che forse la ricchezza e la povertà della vita sono proprio questa continua maledizione, questa continua ricerca di cose nuove, di cose ancora remote, che ci faranno forse poi desiderare quello che un tempo stringevamo forti e sicuri nelle nostre mani, felici, senza saperlo. Ad occhi chiusi, smetto di desiderare e ritrovo come per miracolo la ricchezza di questo preciso istante. Questo è uno di quei rari attimi di piena felicità, forte, potente felicità, senza un preciso motivo e forse vera proprio perché fatta della stessa materia della vita, senza più difese, senza più corpo e desideri, senza nemmeno quasi più me stesso, come pura realizzazione di un istante.

Per una lacrima e per un sorriso

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  Com’è veloce la vita, come scorrono incessanti gli attimi, i giorni e gli anni; sembra quasi di dover vedere attraverso una spessa tenda bianca. Come poter vedere il futuro? Dov’è il futuro? Forse il segreto è quello di lasciare che gli istanti prendano il proprio profumo, il proprio colore e la propria musica, forse il segreto non c’è. Ho aperto il palmo su queste mura antiche, pregne di sale e di passate estati; ho potuto riascoltare voci dimenticate che pure erano rimaste lì, da qualche parte, ho ritrovato cose vecchie di anni, eppure lasciate lì soltanto un istante prima. Improvvisamente ho scoperto che unghie e polpastrelli sapevano di quelle mura, e, quella che credevo una ricerca, è tornata ancora, ancora a essere una fuga. Vecchie cose, vecchie mura e il tempo di un istante per accogliere il profumo del mare, per una lacrima e per un sorriso.

Strade di polvere

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  Strade di polvere e sassi acuminati ho dovuto percorrere, piedi di sangue e occhi di sole; ma quello che è restato nei miei ricordi è l’odore del mare nel sale sulla mia fronte e quel sorriso che mi proteggeva gli occhi

La libertà del caos

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Costretto troppo a lungo a discorrere con i silenzi, ho appreso la libertà del caos. Ora, compositore per la musica leggera della vita.  

Con un rullo di tamburi nel cuore

  Bisognerebbe vivere sempre con un rullo di tamburi nel cuore, per non perdere la consapevolezza del tempo che passa e per danzare con l’emozione della vita.

Un tempo per...

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  Un tempo per ridere, un tempo per piangere, un tempo per riposarsi e un altro per combattere e agire, un tempo per abbracciare e un altro per fuggire. Poi gli istanti più difficili, quelli in cui rendersi conto che è meglio non decidere, che è meglio non far nulla.

Il suono del mare, alici fritte e anche un tramonto

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  Eravamo liberi come uccelli. Erano giorni di nulla e di universo. Senza passato, senza futuro, eravamo soltanto respiro. Ci fu donato il suono del mare, alici fritte e anche un tramonto. Poi nella tua lontananza, quando scoprii che nei pensieri non c’eri che tu, le mie parole furono lama tagliente. E ritornarono il ieri, il domani e i giorni incessanti del presente. Con quella libertà ritrovata, a lungo, sopravvissi a un nulla senza universo.

Sospesi sulle lame del tempo...

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Sospesi sulle lame del tempo, voliamo per non cadere. O spirito caldo del giorno, o vento impetuoso della notte fate che il grido sia sempre suono, fate che i piedi calpestino leggeri questa terra, che le mani stringano quel tanto che basta per vivere pienamente, che ci sia sempre un poco di serena, avventurosa solitudine e tanta vera compagnia; che quel grido infine si faccia sempre suono.   

Mio caro, grande amico che non ci sei più...

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  Mio caro, grande amico che non ci sei più, improvvisamente mi torna alla mente il tempo in cui avevamo grandi sogni, le lunghe notti che pure sono volate via nel vento, nelle quali ci sembrava di poter girare il mondo col solo aiuto della luna; allora avevamo sogni straordinari o soltanto attese di mature quotidianità. Dove sei ora amico mio? Dove sono finiti quei nostri sogni e quei lontani giorni? Tutto è andato diversamente, il mare burrascoso della vita ci ha sospinti su lidi inimmaginati e sconosciuti. Improvvisamente, quasi vecchi, ci siamo ritrovati senza maturità, senza quotidianità, ma ancora con il pugno stretto su quel che s’è salvato di quei lontani sogni.

Come anima dalle imposte chiuse

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  Improvvisamente come anima dalle imposte chiuse, come sussurro solo in una notte di montagna, ritorni ad essere foglia nel vento, poi gioie, tristezze, istanti … quando perdi quell’unico sogno che ti toglieva il sonno e ti donava sorrisi. Quante volte si torna ad essere foglie nel vento?

Dov’erano gli istanti, dov’era il sole...

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Dov’erano gli istanti, dov’era il sole, e il vento, e gli occhi, quando, distratto, sopravvivevi ai giorni uguali, perso tra volti e voci non tue, in luoghi in cui non avresti mai vissuto, prigioniero di un tempo non tuo. Respira, respira dieci, cento volte  ad occhi chiusi e ritorna al tuo tempo, ai tuoi luoghi, ai tuoi occhi, e, se vale, creati anche una tua nuova religione, dimentica anche la pietà, se serve, e riprenditi il valore dei tuoi istanti e la tua felicità.  

Come ricordi di cose mai vissute

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  Tornano all’improvviso due occhi umidi e brillanti, come ricordi di cose mai vissute che comunque sanno farsi nostalgia, e scavare, scavare nella mente e nel cuore… E all’improvviso ti ritrovi senza presente, nell’attesa, impiccato in un’esistenza sospesa; e non riesci ad aprire le finestre a far entrare aria nuova, e ad aprire quella porta per correre fuori a calpestare il mondo. Il telefono che suonava sempre, oggi non suona; persiane chiuse per non far uscire una musica che fa piangere, per perdersi nella danza della polvere con le precise geometrie dei raggi di sole che entrano comunque.

Ricordo i tuoi giorni...

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Ricordo i tuoi giorni, gli ultimi giorni vicino al mare; macchine a registrare il tuo battito, a dieci metri l’eliporto dell’ospedale, eppure quasi sulla spiaggia; gli ultimi tuoi oggetti nel turbinio delle mode che passano, piccole glorie di quotidiano, come infinitesimali certezze. La verità è che non siamo niente, eppure siamo tutto nella mente di chi vive e procede, nei piedi che calpestano altra terra, terra nuova, nei sorrisi, nelle parole di sole di chi verrà, amerà e vivrà; portati avanti forse anche solo da quella musica gracchiante di quella radio da barba del mattino, lasciata lì, dimenticata in quell’angolo di una camera di ospedale; come occhi abbagliati dal sole, e curiosi, amanti; avanti, ancora avanti col sorriso sulle labbra.